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Politichiamo di Marco Vannucci

Toscano libero di mente

Inculatellum prosit

Pubblicato su 9 Ottobre 2017 da Marco Vannucci

Inculatellum prosit

Arriba Espana! Evviva la Spagna, dunque, mentre i los cojones nostrani si dividono sopra il carro iberico. Tutto quanto fa spettacolo per buona pace del conte di Bivar, Rodrigo Diaz, meglio conosciuto come El Cid che comunque ci mise del suo nella guerra fratricida della Galizia nel 1068. Putacaso fu per una questione d’eredità, di ballanti dobloni, successe nel medioevo ma siamo tutti figli della storia. Repetita juvant.  Ieri come oggi il comune denominatore rimane lo “sterco del diavolo”, basta coniare quattro puttanate da dare in pasto al popolo belante et voila, le jeux sont fait, rien ne va plus.

Tra indipendisti e conservatori si ribaltano le posizioni: indipendisti a destra e conservatori a sinistra, meraviglioso. In tutto questo la democrazia mostra le rughe dell’anzianità con i suoi limiti, se per democrazia s’intende l’espressione popolare o almeno dovrebbe essere.

Ma quando la maggioranza non gradita vince, la democrazia, lascia ben intendere che se per davvero il voto contasse qualcosa verrebbe abolito.

Con le buone o con le cattive, fidatevi, medio oriente docet. Oggi succede in Spagna così com’è già successo in tutto il mondo, Belpaese compreso. Non ci facciamo mancare niente. Sono in fervente attesa di qualche filosofo del nuovo millennio dalla mente illuminata per tracciare un nuovo percorso, altrimenti meglio tornare alle Polis e non parliamone più. 

Nel frattempo per una sottospecie del pensiero di Pericle, Veneto e Lombardia, cavalcano il referendum dell’autonomia regionale. Padania libera, gridano i leghisti, non sapevo vivesse uno status di galeotta. Paese che vai, coglione che trovi. Pardon, leghista che trovi.

Ma non dovevano abolire regioni e provincie?

A Roma hanno coniato il rosatellum, dopo il porcellum ecco il rosatellum. Brindiamo col Tavernellum in attesa dell’inculatellum. La santa madre lingua storpiata da quattro ladruncoli della frontiera di Montecitorio, panta rei per noi coglionellum.

L’ultim’ora dice che Renzi s’è vestito col saio della pecorella smarrita rifugiandosi nella Basilica di Santo Spirito a Firenze, m’informerò se il Padre Guardiano è fra Silvio da Arcore.

Con la sinistra perduta nella specchia dell’ego, ser Renzi dei mignottoni ha fiutato la disfatta meditando il dal farsi. Scommettiamo rinasce la DC?

Chiudo con una telefonata all’amico Alberto Torregiani. Cesare Battisti è stato catturato alla frontiera boliviana e rilasciato da un giudice brasileiro,  immediatamente. Prima di tornare nella sua villa di Copacabana ha salutato i presenti alzando il calice con la mano sinistra.  Cin cin a tutti, compagni.

 Marco Vannucci       

NB:  La foto di copertina è stata rilevata dal noto settimanale satirico "Il Vernacoliere", visibile in rete.  Il direttore Cardinali è un fenomeno, unico (brutto) neo che è livornese.

M.V. 

 

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